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Full text of "Frammento di un libro di cucina del Sec. XIV : edito nel di delle nozze Carducci-Gnaccarini"

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PERKINS  LIBRARY 

Duke    University 


Kare  Dooks 


DUKE 

UNIVERSITY 

LIBRARY 


THE  LIBRARY  OF 

PROFESSOR  GUIDO  MAZZONI 

1859-1943 


Proprietà  letteraria. 


Bologna:  tipi  di  Nicola  Zanichelli  mdccclxxxvu 


FRAMMENTO 


DI  UN 


LIBRO  DI  CUCINA 


DEL   SEC.   XIV 


EDITO 


NEL  Dì  DELLE  NOZZE 


CARDUCCI- GNACCARINI 


BOLOGNA 

NICOLA    ZANICHELLI 

1887 


Digitized  by  the  Internet  Archive 
in  2013 


http://archive.org/details/frammentodiunlibOOguer 


A  GIOSUÈ  CARDUCCI 

Bologna. 

cAmico  Carissimo, 


OICHÈ  oggi  mariti  r_la  tua  Laura,  desi- 
dero che  tu  mi  abbia  come  presente, 
annoverandomi  tra  coloro  che  de'  pubblici  trionfi 
tuoi  e  delle  gioie  private  cordialmente  si  ralle- 
grano. E,  a  guisa  di  ricordo,  eccoti  alcune  pagine 
del  trecento,  certo  inedite  e  forse  non  inutili  alla 
storia  della  lingua  e  degli  usi  antichi. 

Tu  sai  che  il  compianto  Zambrini,  nel  1863, 
pubblicò,  presso  G.  Romagnoli,  in  Bologna  «  11 
Librò  della  Cucina.  Testo  di  lingua  non  mai  fin 
qui  stampato  »  e  che  lo  trasse  dal  Codice  158 
della  nostra  Biblioteca  dell'Università.  Quel  Codice 
membranaceo  è  composto  di  diversi  quaderni 
scritti  da  mani  diverse  del  secolo  XIV   e  rilegati 


insieme,  se  non  erro,  sul  finire  del  secolo  XVII. 
L'  egregio  Zambrini,  nella  prefazione  al  «  Libro 
della  Cucina  »  descrisse  il  Codice  con  sufficente 
cura  e  non  occorre  rifare  quel  eh'  egli  fece  e 
bene.  Solo  è  da  notare  che,  parlando  delle  poche 
carte  dove  si  legge  il  «  Libro  della  Cucina  »  disse: 
«  Il  carattere  sembrami  del  finire  del  secolo  XIV, 
«  o  al  più  dei  primissimi  anni  del  seguente;  e  di 
«  quel  tempo  medesimo,  o  circa,  sembrami  la 
«  dettatura  :  fu  da  me  preferito  questo  all'  ante- 
«  cedente,  perchè  completo.  » 

Dell"  «  antecedente  »  poi,  cioè  del  frammento 
che  ora  ti  offro,  egli  aveva  detto  così  —  «  E  pre- 
«  ceduto  da  due  faccie  contenenti  l' indice  delle 
«  rubriche;  indi  seguita  il  Trattato  che  si  com- 
«  prende  in  cinque  carte;  ma  vuoisi  notare  che 
«  questo  non  è  che  un  frammento,  mancandone 
«  parecchi  a  mezzo  e  in  fine:  i  caratteri  prece- 
«  dono  per  avventura  di  qualche  anno  il  Libro 
«  che  segue,  e  così,  per  mio  avviso,  lo  stile  e  la 
«lingua.  »  E  qui,  come  saggio,  trascrisse  le  prime 
tre  ricette  di  questo   «  Frammento  » . 

Non  mi  parrebbe  vero  di  accettare  questa 
sentenza,  poiché  invecchierei  così  il  «  Frammento  » 
e  di  tanto  lo  farei  più  prezioso:  ma,  in  coscienza, 
non  posso.  Quanto  più  considero  il  Codice,  tanto 
più  mi  convinco  che  il   «  Libro  »    già  pubblicato 


—  3  — 

e  questo  «  Frammento  »  che  pubblico,  furono 
scritti  dalla  stessa  mano.  11  copista  anzi,  trascri- 
vendo due  diverse  raccolte  di  ricette,  le  ridusse 
alla  stessa  ortografia,  le  fiorì  degli  stessi  idiotismi. 
Si  capisce  che  gli  autori  delle  raccolte  furono  di- 
versi e  il  copista  uno  solo,  ma  non  credo  si  ca- 
pisca altrettanto  facilmente  quale  dei  due  autori 
sia  il  più  vecchio  «  per  avventura  di  qualche 
anno  » . 

E  poi,  quanto  più  ficco  gli  occhi  e  le  mani 
nella  carta  vecchia,  tanto  meno  la  paleografia 
mi  persuade.  La  pratica  mi  fa  scettico. 

Quando  ad  una  vecchia  scrittura  manca,  colla 
data,  ogni  altro  segno  od  accenno  che  ne  riveli 
sicuramente  Tetà,  la  paleografia  determina  l'epoca 
in  cui  quella  carta  fu  scritta  dalla  forma  dei  ca- 
ratteri. Se  si  tratta  di  secoli,  o  sia  pure  di  mezzi 
secoli,  colle  debite  riserve,  ci  sto.  Si  confronta 
con  carte  di  data  certa  e,  aiutando  la  perspi- 
cacia e  la  pratica,  si  arriva  a  risultati  probabili. 
Ma  non  ci  sto  più  quando  si  vuol  spingere  la 
precisione  a  «  qualche  anno  » ,  ad  un  decennio, 
ad  un  lustro. 

E  vedi.  Tu  hai  esercitata  la  mano  a  certa 
forma  di  caratteri  e  scrivevi  così  veni'  anni  ad- 
dietro, e  scrivi  così  ora,  e  scriverai  così  per  un 
pezzo  a  gloria  tua  e  della    patria.   Se   trovi   una 


—  4  — 
vecchia  annotazione  scritta  da  te,  ove  la  memo- 
ria e  il  contenuto  non  ti  aiutino,  potresti  dalle 
sole  forme  calligrafiche  determinare  precisamente 
1'  anno  della  tua  scrittura?  Eppure  hai  scritto 
tu.  Figurati  come  è  sicuro  il  giudizio  trattandosi 
di  scritto  altrui! 

Egli  è  che  lo  scrittore,  e  più  il  copista,  scri- 
vono con  caratteri  simili,  od  almeno  impercetti- 
bilmente differenti,  per  lungo  tratto  della  vita 
loro,  forse  per  cinquant'  anni.  Un  uomo,  nato  nel 
1350,  poteva  scrivere  coi  caratteri  della  seconda 
metà- del  secolo  XIV,  anche  nel  1420.  Un  giovane 
copista  del  Boccaccio  può  aver  scritto  coi  ca- 
ratteri di  quel!1  epoca  fino  sotto  Cosimo  il  vec- 
chio. Dove  va  dunque  la  sicurezza  colla  quale 
alcuni,  dai  soli  caratteri,  determinano  il  decennio 
e  1'  anno  della  scrittura? 

Restano  la  lingua  e  lo  stile,  più  facili  a  sen- 
tire gli  influssi  del  tempo  e  dell'  ambiente.  Ma  qui 
dico  dei  copisti  e  non  degli  autori;  benché  anche 
in  questi  non  sia  da  dimenticare  la  permanenza 
di  molte  forme  lungo  decenni  diversi.  Ad  ogni 
modo,  parlando  solo  della  scrittura  materiale  come 
segno  determinativo  delle  date,  ammetto  che  ogni 
secolo  ed  ogni  paese  hanno  forme  particolari  di 
caratteri,  ma  non  credo  che  si  possa  spingere 
troppo  la  ricerca  dell'  età  d'  uno  scritto  con  criteri 


-  ò  — 

puremente  calligrafici.  Approssimazione  si;  preci- 
sione no. 

Comunque,  si  può  affermare  che  la  scrittura 
di  questo  «  Frammento  »  appartiene  ad  un  tipo 
comune  nella  seconda  metà  del  secolo  XIV,  e 
che  la  lingua  e  lo  stile  sono  più  vecchi  della 
scrittura.  .Non  ho  dato  qui  anche  1'  ortografia 
del  codice,  parendomi  inutile  e  non  essendo  que- 
sto «  Framménto  »  autografo  dell'  autore.  Ma 
nel  «  Libro  »  del  Zambrini  e  nell' Indice,  ne  puoi 
vedere  un  saggio. 

Ora,  ad  altro.  Isidoro  Del  Lungo  nel  suo  libro 
«  Dino  Compagni  e  la  sua  Cronica  »,  in  un'Ap- 
pendice al  Commento  (Voi  li,  pag,  597.)  scrive: 
—  «  Il  Niccolò  dalla  costuma  ricca  è  de'  Salim- 
«•  beni  pe'  più  autorevoli  fra  gli  espositori  tre- 
«  centisti,  per  l'Ottimo,  pel  Lana,  pel  Buti,  per 
«  l'Anonimo  fiorentino;  e  uscendo  del  secolo  XIV, 
«  pel  Landino,  il  quale  al  Salimbeni  attribuisce 
«  la  invenzione  -de'  bramangeri  e  delle  frittelle 
«  ubaldine  (anche  da  alcun  altro  de'  precedenti 
«  commentatori  accennata  parlando  della  brigata 
«  senese  ),  .e  a  un  cuoco  di  lui  la  lode  d'  aver 
«  fatto  il  libro  delle  vivande  trovate  da  loro  » . 

Qui  il  Del  Lungo  pone  una  delle  sue  note 
assai  -erudite,  ma  anche  assai  prolisse,  che  debbo 
rimetterti  sotto  gli  occhi  perchè  contiene  una  con- 


—  6  — 

gettura  notevole  intorno  a  questo  «  Frammento.  » 
Ed  eccola. 

«  Il  quale  libro  io  non  esiterei  a  riconoscere 
«  nel  Libro  della  Cucina  del  Sec.  XIV.  Testo  di 
«  lingua  non  mai  fin  qui  stampato  ;  ed.  Zambrini; 
«  Bologna,  1863.  La  dicitura,  toscana  nel  suo 
«  fondo,  ha  qualche  mescolanza  dialettale;  non 
«  infrequenti  i  senesismi.  La  ricetta  «  de'  crispelli, 
«  ovvero  frittelle  ubaldine  »  è  a  p.  36;  a  p.  46 
«  quella  de'  «  blammangeri  » .  Di  questi  si  parla 
«  (pref.  dell'editore,  p.  XL1X)  anche  in  un  fram- 
«  mento  pur  culinario,  e  forse  alcun  poco  più 
«  antico,  che  sta  nel  medesimo  codice,  dove  si 
«  contiene  il  Libro  della  Cucina:  codice,  notisi, 
«  bolognese,  cioè  di  quella  stessa  città  nella  quale, 
«  com'  or  ora  diremo,  alcuni  memoriali  notarili 
«  ci  hanno  conservate  rime  di  Niccolò  Salimbeni. 
«  I  dantisti  del  Bullettino  senese,  che  pure  qui 
«  appresso  citeremo,  scrivono  in  proposito  del 
«  Salimbeni,  che  «  per  una  svista  il  Tizio  (Storie 
«  «  mss.  di  Siena)  dice  avere  egli  scritto  un  libro 
«  «  di  cucina,  ma  cotesto  fu  un  Cocco,  cioè  un 
«  «  altro  Niccolò  pur  Salimbeni  anch'  esso,  che 
«  «  scrisse  un'  opera  culinaria  ;  egli  usò,  non  in- 
«  «  ventò  le  frittelle  ubaldine,  giacché  antiche,  e 
«  «  ci  vennero  dal  contado  di  Arezzo  e  presero 
«   «  il  nome  dai  conti  Ubaldini,  e  tutt' ora  si  ode 


—  7  - 
«  «  in  quel  paese  tal  nome  »  Non  istà  a  me,  né 
«  è  questo  il  luogo  d'entrare  in  disputa  di  eru- 
«  dizioni  senesi  coi  dantisti  senesi;  ma  vorrei  ben 
«  chiarito  che  in  quel  loro  Cocco  non  ci  sia  pro- 
«  prio  alcun  equivoco  col  cuoco  o  coco  che  dice 
«  il  Landino:  quanto  poi  alle  frittelle  ubaldine, 
«  la  loro  antichità  mi  par  sufficientemente  assi- 
«  curata  col  riferirle  a  tempi  della  brigata  spen- 
«  dereccia  del  sec.  XIII  ;  e  rispetto  alla  loro  are- 
«  tinità,  quanto  al  nome,  nulla  osta  che  la  bri- 
«  gata  senese  così  denominandole  pensasse  ai 
«  conti  Ubaldini  e  per  via  di  essi  ad  Arezzo,  ma 
«  non  veggo  da  ciò  la  necessità,  né,  in  cosa  sì 
«  antica,  la  sicurezza,  del  conchiudere  che  le 
«  sullodate  frittelle  «  vennero  ai  senesi  dal  con- 
«  tado  di  Arezzo  » .  Questa  digressione  apiciana 
«  è  solamente  per  afforzare  la  mia  congettura 
«  che  il  Libro  della  Cucina,  pubblicato  dal  bene- 
«  merito  Zambrini  sia,  né  più  né  meno,  quello 
«  ricordato  dal  Landino  come  scritto  dal  cuoco 
«  di  messer  Nicolò  Salimbeni  » . 

Se  questo  «  Frammento  »  fosse  davvero  «  di 
alcun  poco  più  antico  » ,  il  libro  del  cuoco  del 
Salimbeni  dovrebbe  esser  questo.  Aggiungi,  come 
più  antico  ricordo,  che  i  buontemponi  della  bri- 
gata spendereccia  furono  dodici  e  qui  sono  parec- 
chie ricette   «  per  xij  ghiotti  »  :  anzi  spesso,  benché 


non  bruciato,  si  trova  il  garofano,  la  droga  ricordata 
dall'  Alighieri.  Quanto  però  alla  invenzione  delle 
frittelle  ubaldine  e  dei  blasmangieri  che  il  Landino 
attribuisce  al  Salimbeni,  oltre  al  dubbio  dei  dantisti 
senesi,  noto  che  il  blanc-manger  era  conosciuto 
in  Francia  assai  addietro  nel  secolo  XIII,  come 
appare  nei  Fabliaux  editi  dal  Barbazan.  Il  Salim- 
beni dunque  perfezionò,  non  inventò. 

Quel  che  ci  sia  di  vero  nella  congettura  del- 
commentatore  del  Compagni,  non  saprei!  Certo 
se  queste  raccolte  di  ricette  vengono  dal  Salim- 
beni o  dal  suo  cuoco,  debbono,  per  via,  aver  su- 
bito qualche  modificazione.  Almeno  il  copista  le 
cucinò  a  suo  modo  infarcendole  di  forme  dialet- 
tali e  peggio. 

E  poiché  sono  col  Del  Lungo,  lasciami  anche 
dir  questa.  Nel  terzo  volume  del  suo  libro,  a  pag. 
XI,  egli  si  sfoga  contro  i  critici  e  contro  «  certe 
«  improvvisature  di  rassegne  a  un  brandello  per 
«  settimana  » .  Non  so  se  il  Del  Lungo  alluda,  a  me 
che  appunto  sotto  il  titolo  di  Brandelli  raccolsi 
articoli  stampati  qua  e  là,  e  tra  gli  altri,  uno  in- 
serito proprio  nella  Rassegna  Settimanale  e  in  cui 
parlavo  del  suo  libro.  In  questo  caso  1*  egregio 
uomo  poteva  lasciare  1"  altezzosità  spregiativa  che 
tradisce  il  cappello  preso.  Poteva  anzi  riconoscere 
che  il  suo  libro  almeno  1"  ho  letto,  tanto  che,  dopo 


—  9  - 

quelle  mie  poche  righe,  dovette  ristamparne  una 
carta  corretta. 

Ma  poi  è  strano  che  del  Compagni  non  si 
possa  dir  verbo  senza  che  il  Del  Lungo  se  ne  tenga 
come  vituperato.  Egli  ha  fatto  un  libro  pieno  di 
copiosa  e  rara  erudizione.  Ha  illustrato  la  storia 
fiorentina  con  una  serie  di  documenti  preziosi  e 
curiosi.  Ci  ha  dato  insomma  una  di  quelle  opere 
utili  e  severe  dalle  quali  la  Toscana  ci  aveva  dis- 
avvezzato, pur  troppo,  da  un  pezzo.  Ma  se  uno 
dice  rimessamente  il  suo  pensiero,  senza  usare  la 
polemica  del  Fanfani  che  pareva  voler  vincere  la 
questione  come  messer  Dolcibene  vinse  la  sua 
nella  14 5. a  novella  del  Sacchetti;  se  uno  crede 
che  tutto  poi  non  sia  così  chiaro  nella  Cronica 
come  vede  il  Del  Lungo,  o  che  tutti  i  documenti 
e  le  congetture  abbiano  lasciato  sempre  contro- 
versi o  dubbi  parecchi  luoghi,  apriti  cielo!  Par 
che  si  commetta  un  delitto  di  lesa  divinità,  anzi 
di  lesa  patria!  E  poiché  i  principali  critici  di  cose 
dinesche  sono  in  Germania,  si  grida  accorri  uomo 
contro  lo  straniero,  quasi  che  il  Barbarossa  sia 
alle  porte  di  Milano.  Per  poco  non  bandiscono 
la  crociata  italica  contro  il  tedesco  lurco,  essi,  i 
guelfi  che  fiutano  il  veltro  dantesco  sotto  le 
gonne  di  Leone  XIII! 

Miserie,  dirai  ;  ed  hai  ragione.  Poveri  noi,  pò- 


—    IO   — 


vera  storia,  povera  verità  se  criteri  di  giudizio 
sono  questi;  se  per  discutere  un  testo  dobbiamo 
rifarci  guelfi  o  ghibellini;  se  la  superbia  si  stima 
dignità  e  il  lazzo  risposta. 

E  lasciamo  le  miserie  che  in  questo  giorno 
felice  per  te  e  per  gli  amici  tuoi  non  dovrebbero 
uscire  dalla  lor  morta  gora.  Accogli  piuttosto  i 
voti  fervidi  e  cordiali  che  rinnovo  per  la  felicità 
de*  tuoi  figli  e  tua,  e  ricordati  con  la  usata  be- 
nevolenza del 

^Bologna  20  Settembre  i88j. 

tuo 
O.  Guerrini 


FRAMMENTO 


DI  UN 


LIBRO  DI  CUCINA 


DEL   SEC.   XIV 


INDICE  (,) 


*  Se  vuoli 

blanmangeri. 

ij 

'  Se  vuoli 

burro. 

>i) 

*  Se  vuoli 

giuncata  di  lacte. 

iiij 

*  Se  vuoli 

panicia  di  carne. 

V 

"  Se  vuoli 

caldello  di  starne  o  di  polli. 

vj 

*  Se  vuoli 

torta  di  polastri  lavagnese. 

vij   • 

*  Se  vuoli 

fare  brodeto  bianclio. 

vjj) 

*  Se  vuoli 

fare  vivanda  di  due  polastri. 

vili  J 

Se  vuoli 

arostito  in  cesarne.  . 

X 

Se  vuoli 

amorsellato  di  carne. 

xj 

*  Se  vuoli 

savore  di  capone. 

xij 

"  Se  vuoli 

brodetto  da  polli. 

xiij  ' 

"  Se  vuoli 

lomonìa  d'  uno  cappone. 

xiiij 

*  Se  vuoli 

frittelle  di  battuto. 

XV 

*  Se  vuoli 

torla  di  pollastri. 

XV) 

*  Se  vuoli 

torta  di  pollastri  et  di  zucca. 

xvij 

'  Se  vuoli 

savore  con  capone. 

xviij 

Se  vuoli 

ambrogino  di  polli. 

xviii; 

*  Se  vuoli 

pipioni  in  stufa. 

XX 

*  Se  vuoli 

fagiano  arrosto. 

XX) 

"  Se  vuoli 

trìa  di  capponi  o  di  carne  di  cavreto 

'  Al  Frammento  è  preposto  questo  indice.  Noto  coli1  asterisco  le 
ricette  che  si  trovano  nel  ms.  Avverto  anche  che  la  numerazione  delle 
ricette  nell'indice,  non  corrisponde  spesso  a  quella  del  testo,  e  chequi 
ho  trascritto  anche  l'ortografia  del  testo  per  darne  il  saggio. 


XXI) 

xxiij 
xxiiij 

XXV 

XXV) 

xxvij 
xxviij 
xxviiij 

XXX 

XXX) 

xxxij 
xxxiij 
xxxiiij 

XXXV 
XXXV) 

x  xxvij 

xxxviij 

xxxviiij 

xl 

xij 

xlij 

xliij 

xliiij 

xlv 

xlvj 

xlvij 

xlviij 

xlviiij 

1 
li 

li] 

IH) 

liiij 

lv 
lvj 
lvij 

lviij 


—  14  — 

*  Se  vuoli  fare  C  ravioli. 
"  Se  vuoli  solcio  di  state. 

'  Se  vuoli  torta  di  lacte  vivo. 

*  Se  vuoli  pollastri  in  istufa. 

*  Se  vuoli  tortelli  di  fiori  di  canapaccia. 
"  Se  vuoli  torta  di  lacte  vivo. 

Se  vuoli  fegato  di  porco  in  buona  maniera. 
'  Se  vuoli  fave  fresche  in  buono  modo. 
Se  vuoli  milliacci  bianchi  et  buoni. 

*  Se  vuoli  tortelli  di  zucche. 

*  Se  vuoli  fichi  ripieni. 

"  Se  vuoli  buon  vermicelli  per  xij  persone. 
'  Se  vuoli  fare  brodetto  giallo  con  polli. 
'  Se  vuoli  gialatina  d'  ogne  carne. 
'  Se  vuoli  paniccia  di  bronza  per  xx  signori. 
"  Se  vuoli  torta  di  battuto  per  xx  persone. 
1  Se  vuoli  panico  brillato  con  oche. 

Se  vuoli  optimo  savore. 

Se  vuoli  torta  di  lacte. 

Se  vuoli  torta  di  nuova  maniera. 

Se  vuoli  tredura  optima  per  xij  persone. 

Se  vuoli  lepore  a  scinbeci. 

Se  vuoli  cesarne  di  pesci. 

Se  vuoli  pesci  a  brodetto. 

Se  vuoli  salsice  di  pesci. 

Se  vuoli  frittelli  di  quaresima. 

Se  vuoli  pesci  in  modo  di  funghi. 

Se  vuoli  riso  per  xij  huomini. 

Se  vuoli  amido  per  xij  ghiotti. 

Se  vuoli  mandorlata  cotta  per  xij  ghiotti. 

Se  vuoli  mandorlata  cruda  per  xij  ghiotti. 

Se  vuoli  salsa  camellina  buona. 

Se  vuoli  tortelli  di  menta. 

Se  vuoli  torta  di  sardelle  et  di  tinche. 
Se  vuoli  lampreda  bene  optima. 

Se  vuoli  tortelli  di  zucaro  rosato. 

Se  vuoli  tortelli  di  pesci. 


i 


lviiij 

Se  vuoli 

lx 

Se  vuoli 

lxi. 

Se  vuoli 

lxij 

Se  vuoli 

Ixijj 

Se  vuoli 

lxiiij 

Se  vuoli 

lxv 

Se  vuoli 

lxvi 

Se  vuoli 

lxvjj 

Se  vuoli 

lxvijj 

Se  vuoli 

lxviijj 

Se  vuoli 

lxx 

Se  vuoli 

lxxj 

Se  vuoli 

lxxjj 

Se  vuoli 

lxxijj 

Se  vuoli 

lxxxiijj 

Se  vuoli 

lxxv 

"  Se  vuoli 

lxxvj 

*  Se  vuoli 

lxxvjj 

'  Se  vuoli 

lxxvijj 

*  Se  vuoli 

lxxviijj 

*  Se  vuoli 

Ixxx 

"  Se  vuoli 

Ixxxj 

'  Se  vuoli 

lxxxij 

"  Se  vuoli 

lxxxiij 

Se  vuoli 

lxxxiiij 

'  Se  vuoli 

lxxxv 

"  Se  vuoli 

lxxxvj 

*  Se  vuoli 

lxxxvij 

*  Se  vuoli 

lxxxviij 

*  Se  vuoli 

lxxxviiij 

'  Se  vuoli 

lxxxx 

'  Se  vuoli 

lxxxxj 

"  Se  vuoli 

lxxxxij 

"  Se  vuoli 

lxxxxiij 

'  Se  vuoli 

lxxxxiiij 

"  Se  vuoli 

lxxxxv 

Se  vuoli 

—  15  — 

tinche  a  brodetto. 

savore  rinfuso  di  feghatelli. 

savore  conposto  con  arrosto. 

savore  con  arrosto. 

savore  bianzevero. 

salsa  cammelina. 

savore  rinforzato  con  arrosto. 

savore  con  pescie  di  mare. 

pastello  di  carne. 

savore  con  pescie  fritto. 

savore  da  serbare. 

agresto  di  più  maniere. 

savore  aranciato  di  rancie. 

savore  da  oche  o  da  capponi. 

savore  con  starne  o  fagiani. 

composte  di  state. 

composte  ciciliane  da  serbare. 

composte  villesi. 

savore  da  capponi. 

brodetto  da  polli. 

fare  lomonìa  d'  un  cappone. 

gialatina  di  pesci  per  xij. 

lampreda  arrosto. 

porrata  biancha  per  xij. 

optimo  minuto  per  xij. 

pescio  arrostito  in  su  gradella. 

i  gnocchi. 

fare  conposte  di  polastri. 

seppie  fatta  come  funghi. 

savore  di  rughetta. 

fino  savore  con  rosto. 

fina  sanbucata. 

serbare  starne  et  polli. 

camollìa  di  starne  o  di  polli. 

fino  brodetto  di  calcinello. 

pastello  di  gambari. 

torta  di  scalogni  o  di  cipolle  maligi. 


-  16  — 


lxxxxvj 

"  Se  vuoli 

'xxxxvij 

*  Se  vuoli 

Ixxxxviij 

*  Se  vuoli 

lxxxxviiij 

Se  vuoli 

e 

Se  vuoli 

cj 

*  Se  vuoli 

Ci) 

"  Se  vuoli 

ciij 

*  Se  vuoli 

ciiij 

*  Se  vuoli 

CV 

'  Se  vuoli 

cvj 

"  Se  vuoli 

Cvij 

Se  vuoli 

cviij 

'  Se  vuoli 

cviiij 

*  Se  vuoli 

ex 

'  Se  vuoli 

cxj 

*  Se  vuoli 

exij 

*  Se  vuoli 

cxiij 

*  Se  vuoli 

cxiiij 

"  Se  vuoli 

cxv 

Se  vuoli 

cxvj 

'  Se  vuoli 

cxvij 

*  Se  vuoli 

cxviij 

'  Se  vuoli 

cxviiij 

*  Se  vuoli 

cxx 

"  Se  vuoli 

cxxj 

Se  vuoli 

cxxij 

*  Se  vuoli 

cxxiij 

'  Se  vuoli 

cxxiiij 

*  Se  vuoli 

cxxv 

'  Se  vuoli 

cxxvj 

"  Ss  vuoli 

lampreda  ammorsellata. 

brodetto  di  capponi  e  di  starne. 

conposte  colorite. 

riccea  di  capponi,  (') 

raviuoli  in  venerdie. 

buono  condocto  di, fave  fritte. 

torta  senza  lardo. 

condocto  di  fiori  di  pruno  biancho 

torta  per  festa  di  venerdì. 

savore  con  ogni  arrosto. 

tortelletti  da  infermi. 

torta  d'  anguille  fresche. 

tortelli  della  et  di  bronza  di  porco. 

giannetto  di  caponi. 

cesarne  di  polli. 

tare  caldume  gentile. 

lo  cavolo  castigato  con  l1  olio. 

fare  buono  burro. 

fare  pastelli  di  carne. 

paniccia  di  carne. 

ambrogino  di  polli. 

caldello  di  starne  o  di  polli. 

torta  di  pollastri  lavagnese. 

fare  brodetto  biancho. 

vivanda  di  due  pollastri. 

fare  arrosto  in  cesarne. 

fare  amorsellato  di  carne.  (") 

tortelli  in  brodetto. 

raviuoli  fricti. 

crostelli. 

polli  infinocchiati. 


(')  II  titolo  della  ricetta  nel  testo  è:  «  se  vuoli  noce  per  xij  godi- 
tori »  ;  ma  le  noci  non  vi  sono  ricordate,  bensì  i  capponi.  11  vero  titolo 
dunque  è  questo. 

(2)  Qui  nel  testo  è  ripetuta  la  ricetta  cviijj  col  titolo  —  «  Se  vuoli 
fare  buon  gianneto  ».  Del  resto  le  ultime  dieci  o  dodici  ricette  sono 
una  ripetizione  quasi  identica  delle  prime.  Forse  il  copista  errò. 


—  17  — 

cxxvij  *  Se  vuoli  rinfuso.  (') 

Se  vuoli  bordetto  camellin 

Se  vuoli  morteruolo. 

Se  vuoli  semaco. 

Se  vuoli  torta  inghilesse. 

Se  vuoli  tortelli  di  Iella. 

Se  vuoli  torta  parmigiana. 

Se  vuoli  biancho  mangiare. 

Se  vuoli  suppa  di  mandorle. 

Se  vuoli  i  frongol. 

Se  vuoli  schibecce  di  pesci. 

Se  vuoli  tincha  ripiena. 

Se  vuoli  catellato. 

Se  vuoli  blasmangeri  di  pescio. 

Se  vuoli  frictelle  di  fiori  di  sanbuco. 

Se  vuoli  trare  lo  sale  del  mangiare. 

Se  vuoli  quaglie  o  altri  uccelli  impastati. 

Se  vuoli  scarcunove. 

Se  vuoli  lantea. 

Se  vuoli  in  altro  modo  impiere. 

Se  vuoli  pane  perduto. 

Se  vuoi  formaggio  fronduto. 

Se  vuoi  anatra  piena. 

Se  vuoi  ocha  arostita  con  panico. 

Se  vuoli  frictelle  lunghe. 

Se  vuoli  frictelle  bianche. 

Se  vuoli  il  luccio  cicrudeva. 

Se  vuoi  peverada  agra. 

Se  vuoi  peverada  di  castrone  o  di  bue. 

Se  vuoi  pastello  di  cavriolo,  o  di  lepre  o  di  coniglio. 

(')  A  questo  punto  cessa  la  numerazione  marginale  dei  titoli  e  con 
questa  ricetta  anche  finisce  il  frammento.  La  mancanza  di  numerazione 
per  le  ricette  successive,  indica  forse  che  non  furono  mai  copiate. 


/  (z)  Se  vuoi  fare  blasman gerì. 


e  vuoi  fare  blasmangeri  per  XII  signori,  togli  iij 
libre  di  mandorle  et  una  mezza  di  riso  et  iiij  cap- 
poni e  due .  libre  di  sugnaccio  fresco  e  mezzo 
quarto  di  garofani.  Serba  L  mandorle  e  l'altre  fa  macinare 
e  stempera  con  acqua  chiara  e  colale  bene  e  togli  lo  riso 
bene  lavato  a- tre  acque,  rasciugalo  bene  colla  tovaglia  e 
fallo  pestare  e  stacciare.  Togli  petti  di  polli  e  falli  uno 
poco  lessare,  filali  sottili  e  falli  stare  tutta  notte  nel  latte 
delle  mandorle.  Struggi  Io  sugnaccio  in  una  pentola  per  se, 
metti  a  fuoco  lo  latte  e  serbane  due  iscodelle.  Quando  il 
latte  bolle  bene,  stempera  la  farina  dello  riso  con  questo 
latte  crudo,  mettilo  a  bollire,  tienlo  indietro  in  su  la  bra- 
da, metti  incontanente  le  polpe  filate,  metti  del  zuccaro  in 
quantità,  e  quando  è  bene  cotto,  poni  in  prima  sopra  le 
scodelle  uno  poco  d'  acqua  rosata,  poi  zuccaro,  poi  mandorle 
soffritte  e  bianche,  e  poi  garofani  eh'  abbiano  dato  uno  bol- 
lore in  acqua.  Questa  vivanda  vuole  essere  bianca  come 
neve,  e  spessa,  e  stretta. 


—   20   — 


2  (ii)  Se  puoi  fare  buono  burro. 

Togli  VI  casci  freschi  o  passi,  pestali  bene  e  stemprali 
con  1'  acqua  chiara  e  fredda.  Il  grasso  tornerà  di  sopra  e 
questo  si  puote  operare  in  ogni  mangiare,  o  a  friggere 
uova  chi  non  volesse  lardo. 

3  (in)  Se  puoi  fare  giuncata  di  latte. 

Togli  latte  di  pecora,  mettilo  a  bollire  in  vasello  ista- 
gnato  e  non  lasciare  levare  il  bollore  imperocché  divente- 
rebbe granelloso.  Trailo  di  quello  vasello,  mettilo  in  uno 
altro  e,  quando  è  freddo,  mettivi  il  presame,  mesta  forte 
e,  quando  è  preso,  fa  giuncata. 

4  (  iiij)  Se  puoi  fare  panicia  di  carne. 

Togli  per  XII  signori  libre  vij  di  panicia  magra,  lessala 
bene,  battila  bene  e  togli  una  libra  di  cascio  grattugiato 
e  xxiiij  uova,  una  midolla  di  pane,  spezie  dolci  e  forti  e 
gruogo,  e  iiij  scodelle  di  brodo  di  cappone  o  di  bue.  Tutte 
queste  metti  in  uno  catino,  poi  le  metti  a  bollire  senza 
acqua,  mesta  bene  e  fa  che  sia  bene  saporoso  di  spezie 
et  ispessa. 

5  (p)  Se  puoi  ambrogino  di  polli. 

Togli  li  polli,  ismembrali,  poi  li  soffriggi  col  lardo  fresco 
et  uno  poco  di  cipolla  tagliata  a  traverso.  Quando  è  a  mezzo 
cotto,  togli  latte  di  mandorle  et  istempera  con  buglione  et 
uno  poco  di  vino,  e  metti  con  questi  polli  et  iscema  in  prima 
del  grasso  s'egli  è  troppo,  e  mettivi  cerniamo  trito  col  col- 


—    21     — 

tello   e   pzchì   garofani.    E   quando    s'  apparecchia,    mettiv 
susine  secche,  datteri  interi,   alquante    noci  moscate    tritate 
et  uno  poco  di  midolla  di  pane   abbrusciata,    bene   pesta  e 
stemperata   con   vino   e   con    aceto.    Questa    vivanda   vuole 
essere  agra  e  dolce,  e  guarda  li  datteri  che  non  si  rompano. 

6  (vj)  Se  vuoi  caldello  di  starne  o  di  polli. 

Togli  pernici,  isventrale,  soffriggile  un  poco  e,  quando 
sono  soffritte,  tranne  fuori  lo  grasso  e  mettivi  vino  di  me- 
legrane,  buone  ispezie  dolci,  uno  poco  di  vernaccia,  zuccaro 
et  uno  poco  di  cipolla  soffritta. 

7  (  vi])  Se  vuoi  torta  di  pollastri  lavagnese. 

Togli  li  pollastri,  soffriggili  e  togli  ravioli  lessi,  uve 
greche,  garofani  interi,  noci  moscate  uno  poco  tritate  e  fine 
ispezie.  Togli  brodo  dove  sono  cotti  li  pollastri  e  mettine 
nella  torta  quando  è  presso  che  cotta. 

8  {viij)  Se  vuoi  fare  brodetto  bianco. 

Togli  mandorle  monde,  macinale  bene  coli' acqua  de' cap- 
poni, mettivi  gengiove,  poche  noci  moscate,  fino  vino  bianco, 
pochi  garofani  et  uno  poco  d'  agresto.  Se  fai  con  pollastri, 
friggili  uno  poco,  poi  li  metti  uno  poco  a  bollire  in  questo 
brodetto  e  condilo  col  sugnaccio  fresco  et  istrutto.  Se  vi 
mettessi  pollastri  arrostiti  pieni  di  battuto,  sarebbono  buoni. 

g  (ix)  Se  vuoi  vivanda  di  ij  pollastri. 

Togli,  smembrali,  mettili  a  cuocere  nel  lardo  si  che  non 
diventino  troppo  rossi;  e  quando  sono   cotti,    togli   agresto 


—   22    — 

di  viticci  una  iscodella  e  vj  tuorla  d'  uova  e  dibattile  molto. 
Dibatti  questo  sugo  con  esso,  poi  ne  trai  le  due  parti  del 
lardo  de' pollastri,  mettivi  questo  suso  e  quando  s'appicca 
alla  cazza  si  è  cotto.  Minestrato,  mettivi  suso  buone  spezie. 

io  (x)  Se  vuoi  fare  arrostito  in  cesarne. 

Togli  una  lonza  di  porco,  arrostila  bene  e  togli  la  ci- 
polla e  friggila  nell'  ampesa  dell'  arrosto.  Togli  tuorla  di 
uova  cotte  e  togli  del  crudo  per  mezzo,  e  fa  pestare  in- 
sieme. Togli  buono  vino  bianco  e  aceto,  e  metti  a  bollire 
con  esso:  mettivi  datteri  tagliati,  pinocchi,  uve  e  buone 
spezie. 

//  (xi)  Se  vuoi  fare  ammorsellato  di  carne. 

Togli  il  cavretto  tagliato  a  morselli,  poi  lo  metti  a 
friggere  nel  lardo  nella  pentola,  e  quando  è  mezzo  cotto, 
metti  acqua  calda  come  ti  pare.  Togli  mandorle  bianche, 
macinale,  stemprale  con  1'  acqua  del  cavretto  e  colale  colla 
stamigna.  Togli  tuorla  d"  uova,  sugo  di  petrisemoli  e  di 
persa,  dibatti  insieme  e  metti  in  sulla  carne  zafferano,  spe- 
zie di  pepe,  di  cennamo,  di  garofani  e  di  gengiove. 

12  {xij)  Se  puoi  sapore  di  capponi. 

Togli  li  fegatelli,  pestali  e  mettivi  sommacco  a  'pestare 
con  essi  e  buone  spezie  grosse;  poi  istempra  con  vino  di 
melegrane,  mettivi  del  grasso  di  capponi  e  fa  bollire  in 
sugo  di  lomie. 

/  3  (  xiij)  Se  puoi  brodetto  di  polli. 

Togli  libra  j  di  mandorle  monde  e  sommacco  oncie  ij. 
Pesta   insieme    e    poi   istempera   colla   cocitura   de' capponi. 


.      —  23  — 

Togli    spezie   bianche  et   oloróse   e   questo   dà   co' polli;  e 
metti  sopra  le  scodelle  zuccaro  e  garofani  soppesti. 

'14  (xiiij)  Se  vuoi  fard  lomonia  d' un  cappone. 

Togli  una  mezza  metadella  di  latte  vivo:  togli  vj  chiare 
.d'uova:  togli  fiori  di  sambuco  ben  maturi:  togli  dattari 
tagliati  triti,  pignocchi,  gengiovo  bianco  tagliato  e  garofani 
ben  molli  e  schiacciati.  Dibatti  insieme  col  latte  in  uno 
catino  e,  quando  è  bene  dibattuto,  empine  il  cappone  tra 
buccio  e  buccio  e  poi  lo  lessa  uno  poco  sì  che  il  pieno  si 
rapprenda  e  poi  lo  metti  nello  spiedo  e  fallo  arrostire. 
E  vuole  questo  savore: 

75  (xv)  Savore  con  cappone. 

Togli  pinocchi,  gengiove  e  buone  ispezie  sì  che  vinca  il 
gengiovo.  Mettivi  zuccaro,  ovvero  uve  saracinesche;  pestale, 
stempera  con  sugo  di  lomie  e  con 'vino  bianco  e  pòco-'aceto 
e  cola  queste  cose  colla  stamigna.  Abbi  il  sugo  di  queste 
cose  e  stempera  F  altro  savore  di  pignocchi  con  esso  agresto 
(s'egli  è  di  state,  di  susine).  E  questo  savore  sia  giallo,  e 
se  hai  agresto,  non  torre  lomie. .      • 

16  (xvj)  Se  vuoi  fare  frittelle  di  battuto. 

■  Togli  ij  libre  di'  bronza  di  porco,  iij  casci  passi  e  grassi, 
xij  uova,  una  oncia  e  mezzo  di  spezie,  e  mezza  libbra  di 
zuccaro.  Lessa  la  bronza,  battila,  togli  il  cascio,  l'uova 'e. 
le  spezie  e  queste  incorpora  insieme  e  fanne  frittelle  lunghe 
con  crosta  sottile.- Togli  ij  libre  di  lardo  fresco  bene  strutto 
e  colato  e  friggile  e  poi  metti  su  dèi  zuccaro  polverizzato. 


-  24  — 
iy  (xvij)  Se  vuoi  torta  di  pollasti'!'. 

Togli  li  pollastri,  sventrali,  soffriggili  in  lardo  e  togli 
carne  di  spalla,  lessala  e  battila.  Togli  cascio  e  metti  spezie 
fine  e  buone  quanto  ti  pare  e  mescola  queste  cose  e  pol- 
lastri. Fa  la  torta  et  ungila  di  sopra  con  zaffarano. 

18  (xviij)  Se  vuoi  fare  la  torta  di  pollasti'i 
o  di  iucca. 

Togli  vj  pollastri  e  falli  soffriggere  ismembrati  in  lardo  sì 
che  siano  mezzi  cotti.  Mettili  in  uno  catino  e  quando  sono 
tritati,  metti  su  buone  ispezie.  Togli  iij  libre  di  zucca,  falla 
bene  cuocere,  tranne  le  granella,  premila  bene  tra  due  ta- 
glieri e  poi  la  batti  trita.  Togli  altrettanto  cacio  fresco, 
pestalo,  stemperalo  coli'  uova,  mettivi  uno  poco  di  lardo  e 
zaffarano,  mescola  ogni  cosa  co'  pollastri  e  metti  nella  crosta. 

ig  (xix)  Se  vuoi  pippioni  in  istufa. 

Togli  li  pippioni,  ismembrali,  mettili  nella  pentola  col 
lardo  battuto,  mettivi  spezie  et  uno  poco  di  cipolla  tagliata 
minuta,  poni  sulla  bragia,  soffriggi  sino  a  mezzo  cotto  e 
mettivi  entro  xxx  mandorle  colle  corteccie  e  xxx  monde. 
Togli  li  fegatelli  lessi,  pestali  bene  con  uno  poco  di  pane 
arrostito,  stempralo  con  vino,  colalo,  metti  in  su  pippioni 
e  metti  poi  sopra  le  scodelle  ispezie  e  zuccaro. 

20  (xx)  Se  vuoi  fagiano  arrostito. 

Togli  il  fagiano  e  metti  due  foglie  di  salvia  sotto  1'  ala, 
tra  buccia  e  buccia.  Togli  li  lardelli,  pillottalo  minutissimo 


—  25  — 

e  metti  a  fuoco.  Quando  incomincia  a  gocciolare,  togli  una 
frascuccia  e  spruzzalo  d' acqua  rosata  :  poi  abbi  la  triggea 
polverizzata  e  ben  garofanata  e  getta  suso  intorno;  e  così 
fa  tanto  che  sia  ben  cotto. 

21  (xxj)  Se  puoi  tria  di  capponi 
o  di  carne  di  capretto. 

Togli  li  capponi  o  carne  di  cavretto,  ismembrali  e  met- 
tili nella  pentola  col  lardo  fresco  et  assai  cipolla  tagliata  et 
aceto.  Quando  sono  mezzi  cotti,  togli  latte  di  mandorle 
stemperato  con  acqua  e  con  agresto  e  buone  spezie  con 
esso  a  bollire  et  avosine  secche.  Metti,  quando  lo  mangiare 
è  cotto,  dattari,  uve  saracinesche  lavate  con  vino  caldo, 
gruoco,  avosine  e  datteri.  Si  vuole  dare  ij  per  uomo. 

2  2  (  xxij)  Se  puoi  fare  C  rapioli. 

Togli  x  casci  dolci,  grassi  e  freschi.  Togli  le  chiare  di 
xx  uova  (per  ogni  coppia  di  cascio  v  ova)  e  ij  libre  di 
cascio  da  grattugiare.  Le  croste  vogliono  essere  sottili  fa- 
cendoli in  crosta:  e  seminavi  su  il  cascio. 

23  (xxiij)  Se  puoi  soldo  d'estate. 

Togli  la  carne  cotta  e  fredda,  mettivi  cipolla  maligia 
tagliata  in  quartieri,  polvere  di  cornino,  buono  aceto  e  fa- 
rina fatta  la  mattina  per  la  sera. 

24  (xxiiij)  Se  puoi  torta  di  latte  pìpo. 

Togli  lo  latte  vivo,  mettivi  tante  uova  sì  che  si  rap- 
pigli bene,  lardo  strutto  bene  bianco,  spezie  forte,  gruogo, 


È 


•       —   26  — 

uno  poco  di  buono  cascio  dolce  e  zuccar.  lessa  bene  bat- 
tuta, e  metti  nella  crosta  nelle  tegghie.  Siano  piene  e  la 
salvia  non  t'  esca  di  mente. 

25  (xxp)  Se  puoi  pollassi  in  istufa. 

Togli  pollastri  e  falli  soffriggere  nel  lardo  sino  a  mezzo 
cotti.  Se  avesse  troppo  lardo,  scemane;  ed  abbi  latte  di  man- 
dorle stemprato  con    agresto,    gengiovo   tagliato   minuto   e 
datteri  tagliati  in  quarto.  Dà  colore  a    questa    vivanda  con 
gruogo  e  se  fosse  troppo  agra,  temprala  con  zuccaro. 

26  (xxpj)  Se  puoi  tortelli  con  fiori 
di  canapaccio.. 

Togli  questi  fiori  di  canapaccia  senza  foglie  e  cuocili 
eolla  pancia  del  porco.  Quando  ella  è  presso  che  cotta 
(metti)  a  bollire  li  fiori  e  (quando)  la  carnee  cotta,  batti 
ciascuno  per  se.  Togli  finissimo  cascio,  altrettanto  quanto 
è  la  carne,  e  fine  spezie  e  fa  tortelli. 

2j  (xxpìj)  Se  puoi  torta  di  latte  pìpo. 

Togli  un  mezzo  quarto  di  latte  vivo  et  una  libra  di 
mandorle  ben  peste  e  stemprale  col  latte  medesimo  e  poi 
colale  colla  stamigna;  e  poi  fa  la  torta. 

28  (xxpiij)  Se  vuoi  fegato  di  porco 
in  buona  maniera. 

Togli  lo  fegato,  fagli  dare  uno  bollore,  poi  lo  trita  mi- 
nuto come  fave  e  pestane  uno  morsello.  Togli  iiij  porri 
crudi,  pestali   con  esso   come   salsa:   togli   li  morselli   triti, 


—   27   — 

friggili  in  lardo  sì  che  non  s'  arrostiscano  troppo,  mescola 
insieme  a  bollire  e  mettivi  uno  morsello  di  carne  insalata, 
uno  poco  d'acqua  calda  e  buone  spezie  a  bollire:  e  fa  che 
sia  spesso. 

2g  (xxix)  Se  vuoi  fave  fresche  in  buon  modo. 

Togli  le  fave  crude,  spogliale  e  mettile  a  cuocere  in 
brodo  di  cappone  con  morsello  di  carne  secca.  Mettivi  ser- 
mollino,  fa  bollire  a  stretto  et  uno  poco  di  gruogo:  e  quando 
è  cotto  vuoisi  riposare  che  non  sia  caldo  troppo.  . 

30  (xxx)  Se  puoi  migliacci  bianchi  e  buoni. 

Togli  uno  poco  di  lievito  e  mettilo  nell'  acqua  e  poca  : 
e  mena  molto  sì  che  faccia  filo:  e  tre  casci  ben  grassi, 
xv  uova,  ij  libre  di  sugnaccio  fresco  e  strutto  a  poco  fuoco 
e  colalo.  Menato  bene  il  lievito,  mettivi  uno  poco  di  farina 
e  d'acqua,  iij  casci  triti  e  l'uova  e  lardo  e  tutte  cose  mesta 
insieme  e  fa  che  sia  questo  pieno  uno  poco  lunghetto.  Met- 
tilo nel  testo  bene  .caldo  et  unto  sì  che  non  s' arda:  tritavi 
suso  due  casci,  mettivi  suso  lardo  e  zaffarano  e  fallo  bene 
cuocere  a  bragia. 

31  (xxxj)  Se  puoi  tortelli  di  yucche 
di  quaresima. 

Togli  zucche  secche  e  bene  lesse  e  mandorle  monde  e 
bene  peste  e  quantità  d'  erbe  olienti  e  ben  peste  cbn  queste 
cose:  e  buono  olio  e  spezie  e,  questo  battuto,  .fa  tortelli 
piccoli,  friggili,  polverizzali  di  zuccaro  e  dalli  dassezzo. 

32  (xxxij)  Se  puoi  fichi  ripieni.  ■ 

Togli  lx  fichi  grossi  e  migliori  che  puoi  trovare:  togli 
pera  e  mele,  e  mondale;  e  noci  e  alquanti   fichi  medesimi. 


-   28   — 

Pesta  queste  cose  insieme  e  buone  spezie  e  alquanto  zuc- 
caro.  Togli  fichi  interi,  levane  il  fiore,  fa  buon  foro  col 
dito,  riempili  di  questo  battuto,  infarinali  di  pasta  molle, 
mettili  a  friggere  nell'  olio,  gittavi  suso  zuccaro  e  dalli  das- 
sezzo  all'altre  vivande. 

33  (xxxiij)  Se  vuoi  buon  vermicelli 
per  xij  persone 

Togli  i)  libre  di  mandorle  et  una  di  vermicelli  et  una 
mezza  di  zuccaro.  Togli  le  mandorle  ben  monde,  macinale, 
colale  e  li  vermicelli  metti  a  bollire  in  poca  acqua.  Quando 
è  levato  il  bollore,  mettivi  quantità  di  latte  di  mandorle, 
fa  cuocere  con  esso,  e  zuccaro:  e  quando  è  cotto,  mettivi 
zaffarano  stemprato. 

34  (  xxxiiij)  Se  vuoi  fare  brodetto  giallo 
con  polli. 

Togli  due  libre  di  mandorle  e,  se  sono  pollastri,  falli 
lessi  uno  poco  e  soffritti:  poi  li  polverizza  di  spezie  ben  dolci 
e  gialle.  Se  sono  capponi,  falli  lessi;  togli  le  mandorle  la- 
vate e  macinate  col  guscio  e  stemprale  colla  grassa  de'  polli, 
e  quando  sono  colate,  togli  xij  tuorla  d' uova  bene  dibat- 
tute con  agresto  e  aceto,  colale,  mescolale  con  questo  latte, 
mettivi  assai  spezie  dolci  e  zaffarano  assai,  e  metti  a  bol- 
lire: e  quando  ha  bollito,  trai  indretro,  minestra  e  metti 
spezie. 

35  (xxxv)  Se  vuoi  gelatina  d'  ogni  carne. 

Togli  le  carni,  mettile  a  cuocere,  le  iiij  parti  acqua,  due 
parti  di  vino  bianco  e  una  parte  d'aceto  bianco  fino;  e    fa 


—   20    — 

che  scemi  bene.  Metti  suso  fine  spezie  di  pepe,  gengiove, 
garofani  e  zaffarano  che  si  cuocino  quanto  la  carne:  e  qual 
carne  è  prima  cotta,  tràla  fuori.  Se  rimanesse  in  secco,  metti 
uno  poco  di  vino:  e  quando  sono  tratte  tutte,  metti  suso 
le  spezie,  lascia  riposare  uno  poco  et  abbi  assai  zaffarano  e 
metti  nella  gelatina.  Acconcia  le  carni  nel  vasello  invetriato 
con  foglie  d'  alloro  o  di  rancio,  togli  la  stamigna,  colavi  su 
la  gelatina  col  ramaiuolo  e  ponla  a  freddare.  (Nota  di 
altra  mano)  «  Dicesi  che  la  carne  e  brodo  quando  si  mette 
a  freddare  convengono  esser  calde,  altramente,  se  fredda 
sarà  la  carne,  non  si  stringe  mai.  Tieni  a  mente.  » 


36  (xxxpj)  Se  puoi  panicela  di  bronza 
per  xx  signori. 

Togli  vj  libre  di  bronza  di  porco  magrissima  e  lessala: 
poi  la  batti  bene,  mettila  in  una  pentola,  e  quattro  casci 
freschi,  xxxv  tuorla  d'  uova,  spezie  dolci,  sugo  di  pretise- 
moli  e  zaffarano.  Dibatti  queste  cose  insieme  e  metti  nella 
pentola.  Fa  cuocere  a  bragia.  Questa  vivanda  vuol  essere 
gialla,  e  metti  spezie  per  iscodelle. 

3y  (xxxpij)  Se  puoi  torta  di  battuto 
per  xx  persone. 

Togli  x  libre  di  bronza  di  porco,  xij  casci  freschi  e  ben 
grassi,  xlv  uova,  mezza  libra  di  spezie  forti  e  dolci  e  ben 
gialle  et  uno  quarto  di  gruogo  sodo  per  sé.  Togli  la  bronza 
bene  lessa  e  battuta  con  alquante  foglie  di  pretissemolo, 
poco,  e  di  menta:  trita  bene  lo  cascio  in  questo  battuto  e 
iiij  libre  di  lardo  bene  battuto.  Mescola  ogni  cosa:  metti 
suso  le  spezie   e  lo   zaffarano:   metti  nella   crosta:    fa   la 


—  3o  - 

crosta,  di  sopra  sottile,  ingiallalo  e  poni  suso  lardo  battuto 
e  cuoci  a' bragia. 

38  (  xxxviij)  Se  vuoi  panico  brillato  con  oche. 

Togli  panico  brillato  ben  mondo,  ij  libre  di  mandorle 
ben  monde  e  macinate  e  stemprate  con  acqua  chiara  e  tre 
oche  e  mettile  in  spiedo  a  rostire.  Metti  a  fuoco  lo  latte 
delle  mandorle  le  due  parti  e'1  panico.  Fae  cuocere,  ricogli 
lo  grasso  dell'  oca  e  mettilo  nella  paniccia  e  lardo  fresco  di 
porco  .strutto,  zuccaro  e  poco  sale.  Questa  paniccia  vuole 
essere  bianca  e  dare  per  iscodelle  zuccaro  di  sopra  e  V  oche 

per    taglieri 

(  Qui  mancano  alcune  pagine  del  Manoscritto.  Il  fram- 
mento che  segue  è  quel  che  rimane  della  rubrica  Ixxiiij 
intitolata  nelV  indice  —  Se  vuoi  composte  di  state)     .     . 

.     et  oncie  ij  di  cennamo,  il  gengiovo  e  il 

cennamo,  e  non  stacciato.  Togli  lx  datteri  crudi,  oncie  iiij 
d1  anisi  e 'finocchi  et  altre  buone  cose:  e  sono  buone  d'in- 
verno non  che  di  state. 


'  jg  (Ixxv)  Se  puoi  composte  ciciliane  da  serbare. 

Togli  le  rape,  lessale  guascotte,  ponle  a  freddare  e 
quando  sono  fredde  insalale.  Poni  l' una  sopra  l'altra  in 
sulla  tovaglia  bianca,  cuoprile  di  sopra,  e  falle  cosi  stare 
uno  die  et  una  notte:  poi  le  fa  stare  vj  dì  in  fino  aceto, 
poi  le  netterai  e  ponle  sulla  tovaglia  a  sgocciolare.  Togli 
senape  pesta  e  stacciata,  stempera  colla  sapa  e  falla  cor- 
rente come  mostarda.  Fa  uno  guazzetto  di  vino  e  di  sapa 
e  di  gruoco  e  metti  dentro;  e  quando  hanno  preso  questo 
giallore,  trannele  fuori  e  metti  in  bigoncia  a  suolo;  e  metti 


—  3i  - 

su  la   mostarda  e  la  sapa  insieme  stemprata,  sì  che  non 
isfiatino. 

40  (Ixxvj)  Se  vuoi  composti  villesi. 

Togli  le  rape,  lessale  a  modo  e  poi  le  lascia  ben  fred- 
dare in  su  tovaglia:  e  togli  libre  ij  di  senape  pesta,  libre  v 
di  mele  è  finocchi  et  anisi  interi.  Togli  carote,  barbe  di 
pretisemoli,  barbe  di  pastrecciani  e  mele  cotogne  e  cuocile. 
Togli  rafano  grattugiato  et  acconcia  nella  bigoncia  a  suolo 
a  suolo,  metti  salina  e  lascia  così  stare  due  die  :  e  poi  abbi 
.  aceto  amabile  e  bolli  col  mele  e  zaffarano,  e  metti  sulle 
composte.  Fa  che  sia  questa  cosa  uno  palmo  di  sopra  e 
cuoprile. 

41  (  Ixxvij)  Se  puoi  sapore  di  capponi. 

:  Togli  li  fegatelli  lessi,  pestali  e  mettivi  sommacco  a  pe- 
stare con  essi  e  buone  spezie:  e  poi  lo  stempera  con  vino 
di  melegrane.  Mettivi  del  grasso  caduto  de'  capponi  e  fa 
bollire:  e  sugo  di  lumie. 

42  (Ixxpììj)  Se  puoi  brodetto  da  polli. 

Togli  libra  j  di  mandorle  monde  e  sommaco  oncie  ij  e 
pesta  insieme  e  stempra  colla  cocitura  de'  capponi.  Togli 
spezie  bianche  olorose  e  metti  sopra  le  scodelle:  e  zuccaro 
e  garofani  pesti. 

43  (  Ixxix)  Se  puoi  lomonia  d' un  cappone,  (p.  14) 

Togli  il  latte  vivo  mezza  metadella  e  togli  vj  chiari 
d'uova  e  fiori  di  sambuco  bene  maturi:  togli  dattari  ta- 
gliati triti  e  pinocchi  e  gengiovo   bianco  tagliato  e  garo- 


—  32  — 

fani  bene  mondi  e  schiacciati,  e  dibatti  insieme  col  latte:  e 
quando  è  ben  dibattuto,  empine  lo  cappone  tra  buccio  e 
buccio  e  poi  lo  metti  a  lessare  sì  che  il  pieno  si  rapprenda 
e  metti  in  spiedo  a  rostire,  e  dalli  questo  savore. 

44  (Ixxx)  Se  puoi  gelatina  di  pesci  per  xij. 

Togli  iij  tinche  grosse,  ij  onde  di  spezie  dolci  e  forti 
e  mezzo  quarto  di  gruoco  per  se:  togli  il  pesce  uno  poco 
insalato  e  le  vj  parti  acqua  et  una  d'  aceto  bianco  e  met- 
tilo a  bollire.  Quando  bolle,  mettivi  la  metà  delle  spezie, 
mettivi  entro  lo  pesce,  ischiumalo,  fa  bollire  piano  e  fa 
ben  cuocere;  poi  trai  fuori,  acconcialo  nel  vasello  con  al- 
quante foglie  d' alloro  o  di  rancio,  polverizza  con  queste 
spezie,  lascia  stare  a  freddare  uno  poco,  stempra  lo  zarfa- 
rano  colla  cocitura,  cola  queste  due  cose  in  sul  pesce  e  fa 
che  sia  bene  gialla  e  forte  di  spezie;  e  d'  ogni  pesce  grosso 
fae  cosìe  in  gelatina. 

45  (Ixxxj)  Se  puoi  lamprede  in  crosta 
per  buoni  goditori. 

Togli  oncie  j  di  spezie  mezzo  fini  e  richiedi  vj  octij  (?)  se 
la  vuoli  arrosto.  Togli  la  lampreda  bene  lavata  e  raschiata, 
col  sale.  Ponla  in  su  la  graticola  avvolta  et  abbi  sugo 
d'aranci  con  fine  spezie  et  inaffiala  con  uno  ramo  di  menta. 
E  questo  è  il  savore  che  vuole  quando  cotta:  togli  fine 
spezie  dolci,  sugo  d'  aranci  e  vernaccia.  Questo  savore  vuole 
esser  crudo;  o  vuoi  fare  una  salsa  fritta. 

46  {Ixxxij)  Se  puoi  fare  porrata  bianca 
per  xij  ghiotti. 

Togli  ij  libre  di  mandorle,  oncie  j  di  gengiovo  ben 
pesto,  iiij  mazzi  di  porri  pur  lo  bianco,  lessali,  poi  li  scola 


—  33  — 

dell'  acqua,  battili  bene  e  togli  le  mandorle  monde,  stem- 
pera con  poca  acqua,  colale,  metti  a  bollire  col  porro,  fallo 
bene  cuocere  e  mettivi  del  gengiovo  che  hai  serbato.  Que- 
sta vivanda  vuole  essere  bianca,  spessa  e  getta  spezie  sopra 
scodelle. 

47  (Ixxxiij)  Se  puoi  fare  ottimo  minuto 
per  xij  ghiotti. 

Togli  ij  libre  di  mandorle,  una  buona  anguilla  fresca, 
e  buone  erbe  dolci  bene  lavate.  Lessale,  battile  bene,  monda 
bene  le  mandorle,  stemprale  colla  cocitura  dell'  erbe  e  met- 
tile a  secco  con  questo  latte.  Togli  1'  anguilla  lessa,  tranne 
le  spine,  battila  bene  e  mettila  nel  minuto   e    fallo   spesso. 

48  (Ixxxiiij)  Se  puoi  pesce  arrostito 
in  su  gradella. 

Togli  lo  pesce,  lavalo  e  poi  lo  fendi  e  getta  su  della 
salina.  Togli  buone  spezie,  getta  in  sulla  buccia  di  fuori, 
ripiegala  sì  che  le  buccìe  stiano  insieme,  metti  buone  erbe 
ollienti  tra  buccia,  legalo  con  un  filo,  ungi  lo  pesce  con 
frescuccia  di  salvia,  ponlo  in  su  brascia  senza  fumo,  volgi 
spesso  e  togli  o  vuoi  salsa  o  vuoi  salina. 

4g  (Ixxxp)  Se  puoi  i  gnocchi. 

Togli  lo  cascio  fresco  e  pestalo:  poscia  togli  la  farina 
et  intridi  con  tuorla  d'  uova  a  modo  di  migliacci.  Poni  il 
paiuolo  al  fuoco  con  acqua  e  quando  bolle,  poni  lo  triso 
in  su  in  uno  taglieri,  fallo  andare  colla  cazza  nel  paiuolo, 
e  quando  sono  cotti,  poni  sopra  li  taglieri  e  getta  su  assai 
cacio  grattugiato. 


—  34  - 
So  (Ixxxvj)  Se  vuoi  fare  composte  di  pollastri. 

Togli  li  pollastri,  lessali  e  poi  ismembra:  friggili  uno  poco, 
mettili  in  uno  vaso  e  togli  gengiovo  bianco  e  molto  sot- 
tile e  garofani  isehiacciati  e  cennamo  e  metti  queste  cose 
sopra  li  pollastri;  e  mischia  vino  con  aceto  buono  sì  che 
sia  confortativo  e  metti  suso  zuccaro;  e  togli  pere  monde, 
tagliate  per  mezzo,  ponle  a  bollire,  falle  biscotte  e  traitene 
e  pillottale  di  garofani  e  mettile  tra  pollastri.  Mettivi  dat- 
tari  ch'abbiano  avuto  uno  bollore,  tranne  noccioli;  e  man- 
dorle monde  che  abbiano  uno  bollore,  uve  saracinesche 
bene  lavate  e  date  uno  bollore  in  quello:  e  togli  alquante 
uve  e  due  pere  e  pestale  bene  con  alquante  granella  di 
pepe  lungo  e  garofani  e  stempera  con  questo  vino  bollito; 
e  togli  uno  buono  bicchieri  di  latte  di  mandorle  e  stempera 
con  queste  cose  e  metti  in  su  pollastri. 

5/  (Ixxxvij)  Se  vuoi  seppie  fatte  come  funghi. 

Togli  la  seppia,  lavala  bene,  fendila,  tranne  fuori  lo  sa- 
vore nero  che  v'  è  entro,  e  lo  latte  per  se,  e  poi  la  lava 
anche  e  mettila  a  bollire:  e  quando  hae  bollito  uno  buono 
bollore,  trae  fuori,  minuzzala  come  funghi  e  mettile  nel 
pentolo  a  soffriggere  coli'  olio  dolce,  e  metti  buoni  erbucci 
et  aglietti  e  porro  trito  e  pesta  buone  spezie:  minuzza  il 
latte  che  ne  traesti,  mettivil  entro  e  mettivi  lo  savore  che 
v'  era  entro  nero  e  fa  cuocere  forte,  imperò  e'  hae  gran  co- 
citura; e  ponvi  su  li  testi  caldi  e  mesta  spesso  sì  che  non 
s'  appicchi. 

52  (Ixxxviij)  Se  puoi  savore  di  ruchetta. 

Togli  il  seme  della  ruchetta,  mettilo  in  molle  nel- 
l' aceto  bianco  e  togli   le   mandorle    monde  e   sale   e   pesta 


-  35  — 

insieme;  e  mettivi  alquanti  agli  e  stempera  con  fino   aceto 
e  cola  colla  stamigna. 

53  {Ixxxviiij)  Se  vuoi  fare  savore  con  rosto. 

Togli  melaghette  e  noci  moscate  e  cennamo  e  spica  e 
garofani  e  galanga  e  pepe  nero  e  gengiove.  Queste  spezie 
fae  pestare  e  stempera  con  ottimo  vino,  aceto  bianco  e  sale. 

54  (Ixxxx)  Se  vuoi  fina  sambucata. 

Togli  buono  latte  vivo,  mettivi  in  molle  fiori  di  sam- 
buco, poi  li  cola  e  mettivi  uova  bene  dibattute  et  ignuna 
metadella  di  latte  vuole  uova  xij  e  vuoivi  zuccaro  e  sale; 
e  poi  lo  metti  in  una  pentola  rozza  con  grasso  di  cappone 
e  metti  la  pentola  in  uno  paiuolo  d'  acqua  a  bollire  e  non 
la  mestare;  e  guarda  che  l'acqua  non  vi  entrasse:  e  quando 
è  cotta,  minestrala  a  modo  di  latte  in  taglieri  e  gettavi  su 
zuccaro. 

55  (Ixxxxj)  Se  vuoi  serbare  stame  o  polli. 

Togli  polli  o  starne  fresche,  pelale  e  lavale  bene;  poi 
1'  empi  di  monito  o  di  gineparo  e  cucile  si  che  non  n'  escano: 
poi  le  fa  bollire  uno  poco  in  acqua,  sì  che  siano  biscotte; 
Trai  fuori  e  poni  a  freddare  e  mettile  in  aceto  debile  per 
tre  dì;  poi  le  metti  in  vino  bianco  fine  e  turale  sì  che  non 
isfiatino  e  bastano  assai. 

56  (Ixxxxij)  Se  vuoi  camollia  di  starne 
0  di  polli. 

Togli  mandorle  monde,  pestale  bene,  stempera  bene 
con  vino  bianco  e  poco,  e  poi  le  cola.  Mettile  a  cuocere  in 


_36- 

pentolo,  metti  il  grasso  del  cappone  ovvero  di  porco  e  spe- 
zie di  cennamo  o  di  noci  moscate  e  siano'  trite  e  schiac- 
ciate. Quando  è  cotto,  ismembra  i  polli,  mettili  in  uno 
.catino  e  gettavi  su  quello  brodetto,  e  minestra  in  su  ta- 
glieri. Questo  brodetto  vuole  essere  spesso,  che  si  minestra 
colla  cazza.  E  sempre  sono  migliori  li  mangiari  bianchi  a 
cuocere  a  fiamma  che  a  bragia. 

57  {Ixxxxiij)  Se  vuoi  fino  brodetto  di  calcinelli. 

Togli  li  calcinelli,  fa  loro  dare  uno  bollore  in  acqua  e 
poi  ne  trai  quel  dentro:  lavali  bene  si  che  non  sappiano 
di  terra,  poi  li  metti  a  friggere  e  mettivi  persa  e  metà  pre- 
tisemoli  ben  battuti  e  togli  mandorle  col  guscio,  lavale, 
macinale  con  acqua  e  cola  colla  stamigna  e  metti  queste 
cose  a  bollire,  e  sugo  d'  arancio. 

58  (Ixxxxiiij)  Se  puoi  pastello  di  gambari. 

•Togli  li  gambari  e  lessali,  tranne  le  code,  pesta  la  metà 
colla  persa  e  buoni  erbucci  e  1'  altra  metà  soffriggi.  Quelli 
che  si  pestàro,  si  metti  pignocchi  e  mandorle  monde.  Que- 
ste cose  pesta  insieme  e  mettivi  spezie  e  zaffarano  stem- 
prato e  metti  ne'  testi  queste  cose  in  una  crosta,  e  mettivi 
le  code  che  si  soffrissero  e  pignocchi  interi  e  mandorle  in- 
tere e  monde,  e  fae  d'  ognuna  tre. 

59  {Ixxxxp)  Se  puoi  torta  di  scalogni 
o  di  cipolle. 

Togli  cipolle  mauligie  e  scalogni  e  falli  bene  lessare; 
poi   ne   priemi    bene   l' acqua   colla  stamigna,   poi   le  batti 


—  37  — 

bene    Togli  lardo  e  battilo, 'togli  uova  e  cnscio  tresco  e  pe- 
stalo bene  e  stempera  con  esso  spezie  e  gruoco. 

60  (Ixxxxpj)  Se  vuoi  lampreda  ammor sellata. 

Togli  la  lampreda,  fanne  morselli  lunghi  uno  dito,  la- 
vali, mettili  nella' pentola  con  olio  fino  e  batti  persa  e  menta 
e  pretisemoli  et  uno  poco  di  cipolla;  e  lascia  queste  cose 
friggere  nella  pentola  tanto  che  siano  mezzo  cotte.  Poi  to- 
gli gengiove,  cennamo  e  garofani  tagliati  col  coltello  e 
schiacciati  nel  mortaio,  e  metti  a  bollire  con  queste  cose: 
mettivi  latte  di  mandorle  stemperate  con  acqua,  agresto  e 
succhio  d1  arancio.  E  guarda  che  non  si  cuoca  tanto  che 
non  si  disfacciano  li  morselli. 

61  (Ixxxxpìj)  Se  puoi  brodetto  da  capponi 
■    o  da  stame. 

Togli  una  libra  di  mandorle  et  oncie  ij  di  sommacco  e 
pesta  insieme;  poi  stempera  con  la  cocitura  de' polli.  Togli 
spezie  bianche  e  metti  suso  e  fa  bollire  :  poi  minestra  e  metti 
zuccaro  sopra  le  scodelle  e  garofani  soppesti. 

62  (Ixxxxpiij)  Se  puoi  composte  colorite. 

Togli  le  carote  vermiglie  e  falle  stare  nell'  aceto  uno  die 
et  una  notte;  e  vogliono  essere  grattugiate  e  poi  le  cola 
colla'  stamigna  e  quello  che  rimane  getta.  Questo  si  è  uno 
modo.  L'altro  modo  si  è  a  farle  colorite  col  vino  delle 
more  gelse. 

63  (Ixxxxpìiij)  Se  puoi  noce  per  xij  goditori. 

Togli  capponi,  o  vuoi  starne,  o  vuoi  carne  di  cavretto, 
o  vuoi  di  castrone    e   cuocila    bene.    Tranne  l' ossa,   poi  la 


-38- 

batti  col  coltello  e  togli  oncie  iiij  di  farro  infranto,  ovvero 
spelda  infranta,  fa  bene  cuocere  in  brodo  della  carne,  poi 
lo  metti  a  bollire  colla  carne  battuta,  ovvero  latte  delle 
mandorle:  stemprale  con  1' acqua  della  carne,  mettivi  spezie 
e  condì  con  lardo  di  porco  fresco. 

64  (e)  Se  puoi  ravìuoli  in  venerdìe. 

Togli  lo  cascio  molto  grasso,  fresco  e  passo,  e  fanne 
burro;  e  fa  le  croste  molto  sottili,  altrimenti  vagliono  poco. 

65  (e/)  Se  puoi  buon  condotto  di  fave  fritte. 

Togli  le  fave  e  falle  bene  lessare,  poi  togli  salvia,  po- 
leggio,  sermollino,  pretisemolo  et  agli  e  poco  pesta  queste 
cose  e  stempera  con  poca  acqua.  Versa  nella  padella  colle 
fave  a  friggere,  mettivi  spezie  e,  quando  sono  fritte,  metti 
in  catino  a  stufare. 

66  {cij)  Se  puoi  torta  sen^a  lardo. 

Togli  il  cascio  tagliato  minuto  come  fave,  mettilo  in 
uno  catino,  dibatti  con  poche  uova,  mettilo  tra  due  croste 
sottili  e  mettivi  assai  burro  di  cascio  fresco,  grasso.  La 
crosta  di  sopra  ingialla  con  uova. 

6y  {ciij)  Se  puoi  condotto  di  fiori 
di  pruno  bianco. 

Togli  ij  libre  di  mandorle,  pestale  e  togli  vino  e  due 
scodellette  di  fiori  di  pruno  bianco  e  pestali  e  poi  stempera 
con  latte   e    poi   cola   con   stamigna    e  mettilo   a   bollire  e 


—  39  ~ 

fallo  tornare  a  modo  d'  amido  e  condilo  con  grasso  di  porco 
fresco  o  di  cappone. 

68  (ciiij)  Se  vuoi  torta  per  feste  in  venerdie. 

Togli  il  cascio  fresco,  mettilo  in  molle  la  sera  dinanzi, 
poi  lo  taglia  per  fette  la  mattina,  pestalo  bene  e  per  vj 
casci  vuole  una  metadella  d'acqua  e  xxiiij  uova. 

69  (ci>)  Se  puoi  sapore  con  ogni  arrosto. 

Togli  noci  d' India,  noci  moscate,  cennamo,  spica,  garo- 
fani, e  le  foglie  se  puoi;  pepe  lungo,  cardamomo,  galanga, 
pepe  nero  e  gengiove  e  metti  queste  cose  a  modo  che  non 
venisse  troppo  forte  et  amaro:  e  togli  li  fegatelli  arrostiti, 
e  stempera  con  agresto  e  vino  maturo  questo  savore  da 
crudo.  Se  vuoi  torre  mandorle  e  macinarle  con  buon  aceto 
e  queste  spezie  mettere  su  e  buon  vino,  è  pur  crudo.  Se 
vuoi  torre  pane  e  zuccaro  e  stemperare  con  vino  di  cre- 
spini con  queste  spezie  che  sono  dette,  e  puoi  fare  tutti  li 
savori  con  queste  spezie.  E  puoilo  fare  colorito  col  zaffa- 
rano  se  vuoi.  E  nero,  se  vuoi,  con  vino  di  more  gelse  et 
aceto:  et  è  buono  cotto  e  crudo,  questo  savore. 

70  (cpj)  Se  puoi  tortelli  da  infermi. 

Togli  una  ala  di  pollo  per  fare  una  minestra.  Ben  cotta 
la  fa,  battila,  pestala  e  mettivi  spezie  dolci  e  sugo  d'arancio. 
Fa  le  croste  sottilissime  e  togli  le  mandorle  e  stempera 
colla  cocitura  del  pollo  e  cuoci  bene  Io  latte  e  poi  vi  cuoci 
entro  li  tortelli. 

7/  (cpìj)  Se  puoi  torta  d'  anguille  fresche. 

Togli  1'  anguille,  lessale  a  mezzo  e  mettivi  a  cuocere 
con  esse  pretisemoli  e  menta  e   persa,  poi   fa  affreddare  e 


—  40  — 

poi  le  fila  con  mano.  Getta  via  il  cuoio  e  le  spine.  Togli 
noci  line,  mondale  coli'  acqua 'bollita,  poi  la  pesta  uno  poco. 
E  togli  una  libra  di  mandorle,  fanne  latte  e  cuocilo  tanto 
che  sia  bene  ispesso  e  ponlo  a  freddare  e  sia  giuncada.  Poi 
metti  queste  cose  in  tegghie,  fa  crosta  e  1'  erbe  siano  bat- 
tute, e  metti  su  spezie  forti,  zaffarano  e  xij  dattari  tritati. 
E  quando  è  cotta,  trannela:  e  se  non  fossono  grasse,  met- 
tivi olio  fine. 

72  [cviij)  Se  puoi  tortelli  di  bronza  di  porco. 

Togli  la  bronza,  lessala,  battila  e  togli  cascio  fresco, 
poche  uova,  spezie  forti  e  fa  uno  battuto  di  queste  cose. 
Empine  li  tortelli,  falli  cuocere  in  brodo  di  cappone  o  di 
qualunque,  e  cascio  e  peverada  per  iseodelle. 

j 3  {cpiiij)  Se  vuoi  giannetta  di  capponi. 

Togli  li  capponi,  ismembrali  e  togli  lardo,  cipolla,  V  erba 
e  spezie  e  mettile  a  suolo  e  falle  soffriggere.  E  quand'  eli'  è 
presso  che  cotta  mettivi  acqua  bollita;  e  quando  è  cotta,  li 
fegatelli  e  tuorla  d'  uova  crude.  Togli  e  spezie  et  agresto, 
dibatti  insieme,  metti  nella-  pentola,  fa  bollire,  minestra  e 
poni  spezie  per  iseodelle. 

74  (ex)  Se  puoi  cesarne  di  pollastri. 

Togli  li  polli,  lessali,  dividili  per  mezzo,  mettili  a  sof- 
friggere e  togli  cipolle  tagliate  per  traverso,  falle  ben  mi- 
nute, soffriggile  con  lardo  e  ben  cuocere  con  l'acqua  e  con 
spezie  forti.  E  quando  è  cotto,  togli  datteri  minuzzati  con 
queste  cose,  e  metti  entro  e  fa  bollire  un  poco.  Togli  una 
midolla  di  pane  arrostita,  lessala,  stempera  con  aceto  e  con 


—  4'.— 

vino  e  con  spezie  e  con  zuccaro,  getta  sopra  pollastri  queste 
cose  e  fa  bollire. 


75  {cxj)  Se  puoi  fare  caldume  gentile. 

Togli  ventri  di  bue  o  di  porco  o  di  castrone  e  falli  bene 
cuocere;  et  abbi  buone  spezie,  e  quando  è  lesso  il  ventre, 
isminuzzalo  e  fallo  soffriggere  in  pentola  con  buone  er- 
bucce  e  metti  spezie  per  iscodelle. 

76  {cxij)  Se  puoi  cavolo  castigato  con  olio. 

Togli  la  pentola  e  metti  l'acqua  a  fuoco:  fa  bollire  e 
metti  olio  e  sale.  Poi  abbi  buon  cavoli,  lavali  le  foglie  in- 
tere nel  catino  con  molta  acqua  e  metti  su:  e  fa  cuocere 
come  ti  pare  e  come  piace.  Quando  è  tempo  da  ciò,  met- 
tivi del  pretisemolo  e  dell'aglio  e  buon,  di  quaresima,  gua- 
sconi. E  sappi  che  tutti  li  mangiari  riposati  sono  meglio 
a' denti  et  al  corpo  che  gli  altri. 

77  (cxiij)  Se  puoi  fare  buon  burro. 

Togli  lo  cascio  fresco  e  del  passo,  pestali  bene,  stem- 
perali con  acqua  chiara  e  fredda  e  '1  grasso  verrà  di  sopra 
e  questo  si  puote  operare  in  ogni  mangiare  et  a  friggere 
uova  chi  non  volesse  lardo. 

78  (cxiiij)  Se  puoi  fare  pastelli  di  carne. 

Togli  carretti,  o  vuoi  tu  pollastri,  e  smembrali  nello 
pastello  con  buone  spezie:  mettivi  delli  pinocchi  e  delle 
sibibe  e  latte  di  mandorle  stemprato  con  agresto;  e  fia  buon 
pastello  quando  sia  cotto. 


—  42  — 

79  (cxp)  Se  puoi  panicela  di  carne. 

Togli  la  pancia  magra,  lessala  bene  e  battila  bene. 
Togli  d'  uno  buono  formaggio,  grattalo  e  vuole  essere  lo 
formaggio  la  settima  parte  che  sarà  la  pancia.  Togli  per 
ogni  libra  di  pancia  uova  iiij  et  alcuna  cosa  di  mi- 
dolla di  pane  e  spezie  dolci  e  delle  forti  e  siano  bene  in- 
zaffaranate  le  dette  spezie.  Togli  d'  uno  brodo  di  cappone 
ovvero  di  vitella,  stemprale  tutte  queste  cose  insieme,  poi 
le  metti  a  bollire  senza  altra  acqua,  mestala  spesso  e  fa  che 
senta  bene  di  spezie  e  sia  spessa. 

80  [cxvj)  Se  puoi  ambrogino  di  polli. 

Togli  li  polli,  ismembrali,  poi  soffriggi  con  lardo  pesto 
e  con  cipolla  tagliata  a  traverso;  e  quando  è  mezzo  cotto, 
togli  latte  di  mandorle,  stempera  col  bullione  et  uno  poco 
di  vino  e  metti  con  questi  polli  e  scema  prima  del  grasso 
se  ve  n'  ha  troppo.  Mettivi  cennamo  trito  col  coltello  e  po- 
chi garofani,  e  quando  s'  apparecchia,  mettivi  susine  secche 
andattali  interi,  alquante  noci  moscade  et  una  poca  di  mi- 
dolla di  pane  abbrusciata;  e  sia  ben  pesta  con  vino  e  con 
aceto:  e  questa  vivanda  vuole  essere  agra  e  dolce.  E  guarda 
li  dattari  che  non  si  rompano. 

81  (cxpij)  Se  puoi  cai  dello  di  starne  0  di  polli. 

Togli  le  starne,  ismembrale,  soffriggile  uno  poco  e  quando 
sono  soffritte,  tranne  fuori  il  grasso  e  mettivi  vino  di  mei- 
grano  e  buone  spezie  dolci  et  uno  poco  di  vernaccia  o  di 
zuccaro. 


—  43  — 
Ss  (cxviij)  Se  vuoi  torta  di  pollastri  lavagliele. 

Togli  li  pollastri  lessi,  togli  ravioli  lessi,  dattari,  uve 
saracinesche,  sibibe,  garofani  interi,  noci  moscate  uno  poco 
tritate  e  fine  spezie.  Togli  lo  brodo  ove  sono  cotti  li  pol- 
lastri e  mettile  in  della  torta  quando  è  presso  che  cotta. 

83  (cxviiij)  Se  vuoi  fare  brodetto  bianco. 

Togli  mandorle  monde,  macinale  bene  con  1'  acqua  del 
cappone,  mettivi  gengiovo,  poco  noci  moscade,  fino  vino 
bianco,  pochi  garofani  et  uno  poco  d' agresto.  Se  fai  con 
pollastri,  friggili  uno  poco,  poi  li  metti  a  bollire  in  questo 
brodetto  e  condilo  col  sugnaccio  fresco  istrutto;  e  se  vi 
mettessi  pollastri  arrostiti,  sarebbono  buoni. 

84  (cxx)  Se  vuoi  vivande  di  due  pollastri. 

Togli  due  pollastri,  ismembrali,  mettili  a  cuocere  nel 
lardo  sì  che  non  diventino  troppo  rossi,  e  quando  sono 
cotti,  togli  agresto  di  viticci  e  tuorla  d'  uova  e  dibattile 
molto  e  dibatti  questo  sugo  con  esso,  e  poi  ne  trai  le  due 
parti  del  lardo  de'  pollastri,  e  mettivi  suso  buone  spezie. 

85  (cxxj)  Se  vuoi  fare  arrosto  in  cesarne. 

Togli  una  lonza  di  porco,  arrostila  bene  e  togli  la  ci- 
polla tagliata  per  traverso  e  friggila  nell'  ampresa  dell'  ar- 
rosto. Togli  tuorla  d'  uova  cotte,  poi  togli  delle  crude  per 
mezzo,  fa  pestare  insieme  e  togli  buono  vino  bianco  et 
aceto  e  metti  a  bollire  nella  padella.  Fa  pezzi  dell'arrosto 


—  44  — 
e  metti  a  bollire  con  esso  e  mettivi  datteri  tagliati,   pinoc- 
chi, uve,  buone  spezie  e  finocchi  se  vuoi. 

86  (cxxij)  Se  puoi  fare  ammorsellato  di  carne. 

Togli  lo  cavretto,  ammorsellalo  e  poi  lo  metti  a  sof- 
friggere nella  pentola  col  lardo;  e  quando  è  mezzo  cotto, 
mettivi  acqua  calda  come  ti  pare  e  togli  mandorle  monde, 
macinale,  stemperale  con  1'  acqua  del  cavretto,  colale  colla 
stamigna  e  togli  tuorla  d' uova,  sugo  di  pretisemoli  e  di 
persa,  dibatti  insieme  e  mettila  in  su  la  carne:  zaffarano, 
spezie  di  pepe,  di  cennamo,  di  garofani  e  di  gengiovo. 

8j  (cxxiij)  Se  puoi  fare  buon  giannetta. 

Togli  capponi,  ismembrali  crudi  e  petroselli  e  mettivi 
uno  poco  di  salvia  ben  minuzzata,  spezie  forti  bene  gialle, 
lardo  strutto  bene  colato,  e  tutte  queste  cose  metti  nel 
lardo  a  suolo  a  suolo  e  fallo  friggere  uno  poco.  Poscia  vi 
metti  acqua  bollita  sì  che  stia  pari.  Quando  è  cotta,  togli 
fegatelli  lessi  bene  pesti,  tuorla  d'  uova  crude,  spezie  et  aceto 
e  queste  cose  méscola  insieme  e  stempera  colla  cocitura  e 
metti  nella  pentola  e  fae  bollire  poco  e  tira  indirieto  e  spe- 
zie sopra  scodelle. 

88  (cxxiiij)  Se  puoi  tortelli  in  brodetto. 

Togli  bronza  di  porco  ben  cotta  e  formaggio  fresco  o 
passo  e  spezie  dolci  e  dattari  minuzzati  et  uve  passe  e  di 
queste  cose  fae  tortelli. 

8g  (cxxp)  Se  puoi  rapinoli  fritti. 

Togli  la  bronza  del  porco  ben  cotta  e  battila;  e  lo  fe- 
gato ben  cotto  e  battilo;  e  cacio  fresco,  dattari  minuzzati, 
uve  greche  battute,  garofani,  spezie  bene  forti  e  bene  gialle, 


—  45  - 

spezie  dolci  per  mezzo,  tuorla  d'  uova  crude  e  di  tutte 
queste  cose  fae  battuto  e  fanne  raviuoli  piccioli  e  friggili  nel 
lardo  fresco;  e  quando  sono  fritti,  poni  zuccaro  suso. 

go  (cxxpj)  Se  puoi  cr ostelli. 

Togli  uno  poco  di  farina  di  grano  calvello,  et  albume  di 
uova  e  dibatti  insieme.  Togli  lardo  fresco  strutto  e  bene 
colato  et  una  mestola  bene  forata  e  getta  sovra  questa  me- 
stola e  fae  cadere  suso  lo  lardo  nella  padella  che  bolla 
bene.  Fallo  cuocere  poco,  volgilo,  trannel  fuori  e  gettavi 
suso  zuccaro  assai  e  manda  innanzi,  uno  per  tagliere. 

gì  {cxxpij)  Se  vuoi  polli  infinocchiati. 

Togli  li  polli,  ismembrali,  falli  soffriggere  e  quando  sono 
soffritti,  sì  vi  metti  acqua,  quella  che  ti  piace;  pòi  togli  le 
barbe  dei  finocchi,  barbe  di  petroselli  e  mandorle  che  non 
siano  monde  e  queste  cose  fa  bene  macinare  e  stemperare 
con  1'  acqua  di  questi  polli  e  fae  bollire  ogni  cosa  e  colale 
con  stamigna.  Metti  con  questi  polli  e  mettivi  le  migliori 
spezie  che  si  possono  avere. 

g-j  (cxxpiij)  Se  puoi  rinfuso. 

Togli  li  fegatelli,  falli  lessare  in  acqua,  pestali  bene  e 
stemperali  bene  con  uno  poco  di  buono  latte  di  mandorle  e 
con  vernaccia  et  uno  poco  d'aceto:  se  no,  togli  vino  bianco 
greco,  fallo  cuocere  sì  che  torni  bene  spesso  e  mettivi  ga- 
rofani, gengiove,  cennamo  buono  e  melaghette.  Queste  spezie 
fa  tritare  col  coltello,  poscia  le  fa  uno  poco  schiacciare  nel 
mortaio  e  poscia  le  metti  nel  rinfuso,  et  uno  poco  di  pepe 
che  sia  bene  pesto  et  uno  poco  di  zuccaro. 

Fine. 


Finito  di  stampare 

il  dì   15   Settembre  MDCCCLXXXVI1 

nella  tipografia  di  Nicola  Zanichelli 


in  Bologna.